My Name is Antho

Un blog che esplora tematiche di musica, lifestyle, viaggi e opinioni di attualità.

Svanire per ritrovarsi

Ad un certo punto della vita devi sparire. Non intendo una fuga romantica alla “mollo tutto e vado in California a bere cocktail sulla spiaggia”. No, intendo svanire sul serio, diventare un’ombra, un’assenza, un buco nel sistema. Spegnere il telefono, chiudere la bocca, smettere di nutrire il mostro che ti tiene incatenato a una routine…

Ad un certo punto della vita devi sparire. Non intendo una fuga romantica alla “mollo tutto e vado in California a bere cocktail sulla spiaggia”. No, intendo svanire sul serio, diventare un’ombra, un’assenza, un buco nel sistema. Spegnere il telefono, chiudere la bocca, smettere di nutrire il mostro che ti tiene incatenato a una routine di merda. Perché la verità è che la società non ti lascia vie di fuga: o segui la corrente o ti schianta contro gli scogli.
Tutta la vita ci insegnano a collezionare cose: esperienze, relazioni, lavori, successi, illusioni di felicità. E poi un giorno ti svegli e capisci che sei pieno di macerie. Hai accumulato più spazzatura mentale di un cassonetto in pieno agosto, e la domanda è una sola: vuoi continuare a trascinarti dietro questo peso o hai il coraggio di lasciarlo marcire dove sta?
Svanire significa guardarti allo specchio e chiederti se la persona che vedi è quella che volevi diventare o solo un aborto di quello che la società ti ha spinto a essere. Svanire significa gettare via tutto il superfluo, tutto ciò che ti soffoca, e scavare tra le rovine per vedere se è rimasto qualcosa di vivo dentro di te.
Ma forse sei già troppo andato. Forse hai permesso a questo mondo di spolparti fino all’osso, e adesso quello che resta è solo un guscio vuoto, un manichino che ripete a memoria la sua parte. In quel caso, resta dove sei. Tieniti quello che di buono ti è rimasto, aggrappati alle briciole, fai finta che basti.

Perché svanire è un atto di guerra. E non tutti sono pronti a combatterla.

Antonio

Lascia un commento